Sergio
Corbucci nasce a Roma il 6 dicembre 1927. Giornalista cinematografico, dopo un breve esperienza come aiuto di Aldo Vergano
("Santa Lucia luntana"), esordì alla regia appena venticinquenne con
"Salvate mia figlia!" del 1951, film che inaugura una serie dedicata, prevalentemente, ai drammi popolari. Il film successivo,
"La peccatrice dell'isola", affina questa formula, dando particolare rilievo alle atmosfere "mélo".
Agli inizi degli anni sessanta, dopo alcune pellicole "musicali", comincia un intenso sodalizio con Totò, che da luogo ad agili film di consumo, con felici assoli del comico napoletano. All'insegna di un autentico eclettismo tematico, Corbucci si sofferma successivamente sul genere "mitologico". Quindi, prima di approdare alla commedia sentimentale e umoristica talora a sfondo erotico, si specializza nel western all'italiana (primo titolo nel 1965
"Minnesota Clay"), dimostrandosi capace di elaborare soluzioni personali all'interno del filone, le stesse che si rinvengono anche in film di altro genere, avventurosi e
d'azione, sempre girati all'insegna di un artigianato alieno da raffinatezze, ma di mano agilmente sicura.
Tramontato quel genere di spettacolo, firmò numerosissime commedie, dimostrando buone doti di narratore in quelle a sfondo giallo o puramente comico. In altre occasioni ha dimostrato troppa accondiscendenza ai gusti di un certo pubblico e certi produttori, calcando il pedale su volgarità e turpiloquio del tutto gratuiti, che contribuirono allo scadimento della commedia italiana e, in generale, del cinema cosiddetto medio. È stato anche prolifico sceneggiatore di film altrui. In
"Donne armate" suo ultimo film, per la tv, Corbucci coniuga l'avventura d'azione ai malesseri sociali e politici dell'Italia odierna, quelli cioè generati dal terrorismo, dal mercato della droga e dai servizi segreti inquinati.
È deceduto il 2 dicembre 1990.
("Dizionario del cinema italiano - I Registi"
"Film lexicon degli autori e delle opere")